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ASSOCIAZIONE ITALIANA LIBERI DI SENTIRE ONLUS

Contenuti aggiornati del Responsabile Scientifico dr. Sandro Burdo

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8 Giugno  2015


Ci sono degli argomenti  che spesso vengono dati per scontati, ma che, se approfonditi, possono svelare una serie di conoscenze che stupiscono nella loro semplice, ma fondamentale importanza.

Uno di questi è la correlazione tra ascolto (non udito !!!) e apprendimento.

Adesso che ci ha pensato, riterrà senz’altro ovvio che l’apprendimento dipende sostanzialmente da un attento (ho detto attento !!!) ascolto, ma non avrà ancora chiaro che udire è un dono fisiologico quasi passivo, mentre ascoltare è un’abilità che si apprende. Anche se l’apprendimento è spontaneo, non si può certo escludere che possiamo favorire “l’ascolto attento” con l’insegnamento e l’allenamento. I gitani suonano il loro violino quando il bimbo è ancora in grembo alla madre e chiamano “musica degli dei” le loro melodie………

 

Questo concetto l’abbiamo molto chiaro perché lo abbiamo sviluppato con i nostri bimbi sordi ed è uno dei capisaldi della nostra metodologia riabilitativa.

Perché quindi non trasferire i nostri metodi anche agli scolari udenti ????

Tre sono i componenti e quindi le variabili di ogni forma di comunicazione verbale e cioè lo speaker, l’ambiente e l’ascoltatore.

Lo sapeva che un bambino di quattro anni non è in grado di riconoscere lo stesso numero di parole al minuto di un adulto ?? Secondo lei le insegnanti delle materne lo sanno ?

Sempre in tema di insegnanti, la loro voce è sempre gradevole all’ascolto ? Possiamo modificarla adattandola allo scenario acustico in cui avviene la didattica ? La risposta gliela anticipo: lo possiamo fare con i sistemi Soundfield che stiamo valutando da un paio d’anni. 

E ancora, ha chiaro in mente che alcuni bimbi, pur essendo perfettamente udenti e intelligenti, hanno della difficoltà di comprensione, ma solo della parola. Si tratta dei cosiddetti Auditory Processing Disorders, ovvero della “dislessia delle orecchie” (definizione di cui tengo a mantenere il copyright !!).

E poi c’è la rumorosità della classe, l’acustica degli ambienti ecc….

Di tutto questo parleremo il 10 giugno 2015 dopo cena per non più di un’ora.

Si iscriva e faccia iscrivere gli insegnanti di suo figlio o dei suoi nipoti perché con l’evento abbiamo proprio intenzione di aprire un nuovo capitolo dell’audiologia riabilitativa e cioè quello dedicato anche ai non sordi, ma non per insegnare loro la LIS come ad esempio stanno facendo a Cossato (!!!!), ma per suggerire a genitori ed insegnanti nuove strategie per facilitare l'apprendimento. Progetto ambizioso ? Forse, ma attuabile !! 

L’iscrizione è gratuita su www.audiocongressi.it dove troverà tutte le informazioni.

Partecipi !!!

A presto

29 maggio  2015


Gli accessori oggi disponibili per gli impianti cocleari e per le protesi acustiche permettono di sfruttare le proprie capacità uditive in  quasi tutte le situazioni di vita o di ascolto, in qualche caso superando anche le performance degli udenti.

E' quindi importante che il sordo prenda dimestichezza con i nuovi sistemi così da sfruttarne tutte le potenzialità.

Il primo accessorio che voglio ricordare è l'Aqua+ che permette di indossare gli impianti anche in acqua; ma non solo, infatti protegge il processore anche dalla sabbia, dalla polvere ecc... Ad esempio un nostro paziente falegname lo usa nel proprio laboratorio. In altre parole, grazie a questo accessorio si mantiene la continuità dell'ascolto in tutte le situazioni in cui il processore deve essere protetto dagli agenti esterni, non costringendo il sordo a  riprendere la lettura labiale come modalità principale di comunicazione. Quante ore trascorre un bimbo in spiaggia ?? Rifletta !! e poi: ne userà uno o due se porta due impianti ? La risposta se la darà lei stesso perche quando noi udenti andiamo al mare non ci spegniamo un orecchio. Nell'acquisto dell'Aqua+ pretenda lo sconto "bilaterale" !!

Continuità dell'ascolto uditivo e uso limitato della lettura labiale  per non riprendere ad usare le "abitudini del sordo" (dopo un inverno di rieducazione !!!)  sono quindi gli obiettivi veri che si ottengono con l'uso degli accessori.

Il secondo gruppo da considerare sono i sistemi wireless per l'ascolto a distanza.

I possessori del Nucleus 6 possono usare sia i sistemi Phonak che i Cochlear, tutti gli altri solo i Phonak.

I Phonak sono sistemi molto sofisticati e molto costosi, con performance acustiche superiori ai Cochlear che, invece, sono molto più pratici ed economici. I Phonak corrispondono alla televisione del salotto ed i Cochlear a quella della cameretta. Ai bambini, per l'uso a scuola,  noi prescriviamo i sistemi Phonak perchè pochi sanno che la loro funzione non è solo quella di far sentire come prevalente la voce dell'insegnante, ma anche di far apprendere ad attivare l'attenzione uditiva selettiva e questo è senz'altro favorito da sistemi adattivi che non sono solo dei trasmettitori passivi poichè una delle loro funzioni è di equalizzare la voce dello speaker in base allo scenario acustico in cui si trovano. Gli adulti, a meno che non abbiano esigenze particolari, traggono senz'altro un buon profitto anche dai sistemi passivi della Cochlear, il cui costo d'acquisto è talmente basso da far gridare vendetta contro chi non li usa.

Ma a cosa servono, oltre all'ascolto a scuola ?

Alcuni esempi pratici chiariranno i benefici.

Nelle sale congressuali, al cinema e a teatro permettono di sentire la voce degli speaker o degli attori, come se fossero ad un metro di distanza. Attenzione chi comunica prevalentemente in modo visivo-verbale non ne trarrà un gran beneficio. Sapete quanti sistemi per l'ascolto della televisione sono stati venduti inutilmente a chi non aveva chiaro che la sua comprensione dipendeva sopratutto dalla lettura labiale ?? Abbiamo testato la  funzionalità dei sistemi wireless  a Bologna il 18 aprile con successo, ora l'Associazione Italiana Liberi di Sentire organizzerà una campagna informativa per far conoscere il loro uso, anche se la diffusione degli inutili "sistemi ad induzione magnetica"  del passato renderà il compito molto arduo. Ricorda la favoletta del pastorello che gridava "al lupo, al lupo" ?

Un nostro paziente medico ha collegato il microfono Cochlear al proprio fonendoscopio per auscultare bene  il cuore dei "suoi" pazienti.

Il telefono viene ascoltato con entrambi gli orecchi.

Una nostra bimba usa Aqua+ e il microfono Cochlear in piscina, sentendo meglio dei propri compagni udenti il proprio istruttore di nuoto.

Durante la visita ad un museo, il microfono Cochlear è stato collegato con il cavo all'audioguida; in un'altra situazione sempre il microfono Cochlear è stato fissato al bavero della guida.

...........e così via...........

Segnalate le vostre esperienze, così da comunicarle anche agli altri.


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